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REFERENDUM POPOLARE DEL 20 E 21 SETTEMBRE: IN VIGORE DAL 18 LUGLIO LA DISCIPLINA IN MATERIA DI PAR CONDICIO

A partire dal 18 luglio 2020 entra in vigore la disciplina in materia di par condicio, in seguito alla indizione del referendum popolare confermativo della legge costituzionale, recante: «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», che fissa la convocazione dei relativi comizi per i giorni 20 e 21 settembre 2020 (DPR 17 luglio 2020, pubblicato in GU Serie Generale n.180 del 18-07-2020).

Dalla data di convocazione dei comizi elettorali entrano in vigore i principî ispirati alla cd. par condicio, così come delineati dalla legge n. 28 del 22 febbraio 2000 recante «Disposizioni per la parità di accesso ai mezzi di informazione durante le campagne elettorali e referendarie e per la comunicazione politica» e dal Codice di autoregolamentazione di cui al DM 8 aprile 2004,  che disciplinano i programmi di comunicazione politica, i programmi di informazione, i messaggi politici autogestiti (gratuiti e a pagamento) e i sondaggi politici ed elettorali sulle emittenti radiotelevisive locali.

L’art. 9, co. 1, della legge n. 28/2000 prevede inoltre che, dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto, è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni.

In caso di ricevimento di una segnalazione di una presunta violazione il CORECOM effettua un monitoraggio per verificare le eventuali violazioni di legge e provvede a richiedere il ripristino delle condizioni di parità eventualmente non rispettate.

Ciascun soggetto politico interessato può denunciare possibili violazioni entro il termine perentorio di 10 giorni dalla commissione del fatto.

Il CORECOM, una volta ricevuta la denuncia di violazione, anche avvalendosi del Gruppo di Guardia di Finanza competente territorialmente, acquisisce entro le successive 12 ore il materiale oggetto della denuncia. Il CORECOM procede ad una istruttoria sommaria e ad un contraddittorio con gli interessati acquisendo, nelle 24 ore successive alla contestazione, le eventuali controdeduzioni.

Qualora, allo scadere del termine, non ci sia stato un adeguamento agli obblighi di legge, anche in via compositiva, il CORECOM invia gli atti ed i supporti acquisiti all’AGCOM che, entro 48 ore dall’accertamento della violazione, adotta i provvedimenti del caso.

 


RINVIO DELLA DATA DI INDIZIONE DEL REFERENDUM CONFERMATIVO DELLA LEGGE COSTITUZIONALE RIGUARDANTE LA RIDUZIONE DEL NUMERO DEI PARLAMENTARI

Si informa che l’art. 81 del decreto-legge 17 marzo 2020, n. 18 ha previsto che:

Art. 81

(Misure urgenti per lo svolgimento della consultazione referendaria nell’anno 2020)

1. In considerazione dello stato di emergenza sul territorio nazionale relativo al rischio sanitario connesso all'insorgenza di patologie derivanti da agenti virali trasmissibili, dichiarato con la delibera del Consiglio dei ministri del 31 gennaio 2020, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 26 del 1° febbraio 2020, in deroga a quanto previsto dall’articolo 15, primo comma, della legge 25 maggio 1970, n. 352, il termine entro il quale è indetto il referendum confermativo del testo legge costituzionale, recante: «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari», pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, Serie Generale, n. 240 del 12 ottobre 2019, è fissato in duecentoquaranta giorni dalla comunicazione dell’ordinanza che lo ha ammesso.

Per effetto della richiamata disposizione normativa il termine ultimo per l’indizione del referendum è differito al 19 settembre 2020. La data della consultazione referendaria dovrà essere fissata una domenica compresa fra il cinquantesimo e il settantesimo giorno successivo all'emanazione del decreto di indizione.

 


 

REVOCA REFERENDUM POPOLARE DEL 29 MARZO 2020

Il Consiglio dei Ministri, in considerazione di quanto disposto con il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 4 marzo 2020, recante misure per il contrasto, il contenimento, l’informazione e la prevenzione sull’intero territorio nazionale del diffondersi del virus COVID-19, su proposta del Presidente Giuseppe Conte, ha convenuto di proporre al Presidente della Repubblica la revoca del decreto del 28 gennaio 2020, con il quale è stato indetto per il prossimo 29 marzo il referendum popolare confermativo sul testo di legge costituzionale concernente “Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari”, approvato dal Parlamento e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 240 del 12 ottobre 2019.

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 5 marzo 2020 recante "Revoca del decreto del Presidente della Repubblica 28 gennaio 2020, concernente indizione del referendum popolare confermativo della legge costituzionale recante: «Modifiche agli articoli 56, 57 e 59 della Costituzione in materia di riduzione del numero dei parlamentari»"

 

Contenuti verificati il 15 ottobre 2020

22/10/2020