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Sportello Web Reputation

Il Comitato regionale per le comunicazioni della Lombardia ha progettato e dato vita allo Sportello Web Reputation, un servizio totalmente gratuito rivolto ai cittadini lombardi (esclusivamente persone fisiche) che riscontrano problemi in merito alla propria reputazione digitale.

Scopo dello sportello è quello di aiutare concretamente gli utenti della "Rete" nella tutela della propria web reputation.

A tal fine, il Corecom Lombardia svolge le seguenti attività:

  • accoglienza dell’utente, previo appuntamento telefonico, presso l’Ufficio del Corecom o presso un suo distaccamento all’uopo indicato;
  • ricezione della richiesta di tutela;
  • analisi dei profili giuridici e tecnologici connessi al caso esposto;
  • valutazione delle possibili soluzioni e correlata predisposizione di indicazioni procedurali per la messa in opera di azioni finalizzate al ripristino della reputazione digitale;
  • attività di informazione per rendere edotto il richiedente circa le corrette modalità di redazione di istanze qualora sia necessario interpellare i gestori delle piattaforme o l’Autorità Garante per la Protezione dei Dati o la Polizia Giudiziaria a seconda della gravità del fatto.

Come richiedere l’intervento del Corecom

  • L'utente interessato, o il genitore nel caso di un minore, possono rivolgersi al Corecom o tramite la mail osservatorio.corecom@consiglio.regione.lombardia.it previo appuntamento telefonico attraverso il numero dedicato 02 67482725

 

Prevenire i Problemi

Il Corecom Lombardia organizza corsi formativi - informativi nelle scuole al fine di contribuire a migliorare la consapevolezza e la prudenza nell'utilizzo dela "Rete".

 

Regolamento
(approvato con delibera n.10 del 2017 e successive modifiche e integrazioni)

 

Contenuti verificati il giorno 8 ottobre 2020

Il Corecom non ha competenze per le eventuali implicazioni penali e giudiziarie dei casi segnalati. In altre parole, dove il fatto potrebbe costituire un illecito ai sensi del Codice penale e delle altre norme penali, l’utente può avvalersi di specifici strumenti con i quali mettere al corrente le autorità preposte, formulando:

  • una segnalazione (all’Autorità di pubblica sicurezza a mezzo plico postale, e-mail o comunicazione depositata direttamente presso gli uffici)

  • un esposto (all’Autorità di pubblica sicurezza o all’Autorità giudiziaria, a mezzo di lettera sottoscritta)

  • una denuncia (all’Autorità di pubblica sicurezza o all’Autorità giudiziaria, a mezzo di lettera sottoscritta, entro 90 giorni dalla conoscenza del fatto lesivo)

  • una querela (all’Autorità di pubblica sicurezza o all’Autorità giudiziaria, a mezzo di lettera o dichiarazione sottoscritta, entro 90 giorni dalla conoscenza del fatto lesivo)

Diffamazione

La diffamazione è un’offesa al sentimento di sé o alla reputazione personale, che lede il bene giuridico dell’onore. L’offesa può essere arrecata anche con strumenti telematici o informatici, che integra il reato di diffamazione aggravata (ex art. 595 del Codice penale). Si realizza nel momento e nel luogo in cui altre persone, che hanno gli strumenti e la capacità tecnica per connettersi in rete, recepiscono l’espressione diffamatoria. Nell’ipotesi di reato di diffamazione può rientrare anche l’invio di e-mail, SMS e MMS a contenuto offensivo o molesto.

 

Furto di identità

Per ‘furto di identità’ si intende sia l’uso indebito di dati personali (nome, cognome, immagine, indirizzo e-mail, e così via; art.167, d.lgs. n.196/2003), sia la sostituzione di persona, che si verifica quando un soggetto sostituisce illegittimamente la propria all’altrui persona, di solito per procurare a sé un vantaggio o per danneggiare qualcun altro (art. 494 del Codice penale). Nel mondo virtuale il furto di identità può essere usato anche non per commettere delle frodi a danno di terzi, ma con altri fini. Negli ultimi tempi, infatti, con il crescere del fenomeno dei social networks, sono in aumento i furti di identità attuati attraverso l’appropriazione indebita dei profili pubblicati nei vari social media, per esempio Facebook. Chi è vittima di uso indebito dei dati personali o di sostituzione di persona, può autotutelarsi richiedendo direttamente al gestore la rimozione del contenuto illecito.

Revenge porn

Legge 19 luglio 2019 n. 69, “Modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e altre disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, cosiddetta “Codice Rosso”, introduce l’art. 612-ter c.p. rubricato “diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti” (cosiddetto “Revenge Porn”).

L’art. 612-ter c.p. stabilisce che chiunque, dopo averli realizzati o sottratti, invia, consegna, cede, pubblica o diffonde immagini o video a contenuto sessualmente esplicito, destinati a rimanere privati, senza il consenso delle persone rappresentate, è punito con la reclusione da uno a sei anni e con la multa da euro 5.000 a euro 15.000.

La stessa pena si applica a chi, avendo ricevuto o comunque acquisito le immagini o i video di cui al primo comma, li invia, consegna, cede, pubblica o diffonde senza il consenso delle persone rappresentate al fine di recare loro danno.

Qualora foste vittime di revengeporn, potrete proporre querela entro il termine di sei mesi ai carabinieri o alla polizia postale.

In ogni caso, è possibile rivolgersi a un avvocato per richiedere il risarcimento del danno subito a seguito delle condotte sopra esaminate.

 

La prima legge introdotta in Italia di contrasto al fenomeno del cyber bullismo è stata la Legge 29 maggio 2017, n. 71, “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”.

Ai fini della presente legge, per “cyberbullismo” si intende qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, diffamazione, furto d’identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali in danno di minorenni, realizzata per via telematica, nonché la diffusione di contenuti on line aventi ad oggetto anche uno più componenti della famiglia del minore il cui scopo intenzionale e predominante sia quello di isolare un minore o un gruppo di minori ponendo in atto un serio abuso, un attacco dannoso o la loro messa in ridicolo.

Oscuramento, rimozione o blocco dei contenuti

L’articolo 2 della suddetta legge stabilisce che ciascun minore ultraquattordicenne, nonché ciascun genitore o esercente la responsabilità del minore, può inoltrare al titolare del trattamento o al gestore del sito Internet o del social network, un’istanza per l’oscuramento, la rimozione o il blocco di qualsiasi altro dato personale del minore, diffuso in Internet, previa conservazione dei dati originali, qualora abbia subito taluno degli atti di cui all’art. 1, comma 2, della presente legge.

Quindi, per riassumere:

Oscuramento

Rimozione

Blocco

La sussistenza o meno di una delle condotte di cui all’art. 1, comma 2 della legge n. 71/2017, si verifica tramite il relativo URL (sequenza di caratteri che identifica l’indirizzo di una risorsa su una rete di computer, come ad esempio un documento, un’immagine, un video, tipicamente presente su un host server e resa accessibile a un client).

Entro 24 ore dalla ricezione dell’istanza, il titolare del trattamento o il gestore del sito Internet o del social network, deve comunicare all’utente di avere assunto l’incarico;

Entro 48 ore deve provvedere all’oscuramento, rimozione o blocco dei contenuti.

Se il titolare del trattamento o il gestore del sito Internet o del social network non risponde o non sia possibile identificarlo, l’interessato può rivolgere analoga richiesta, mediante segnalazione o reclamo, al Garante per la protezione dei dati personali il quale, entro 48 ore dal ricevimento della richiesta, provvede ai sensi degli artt. 143 e 144 del d.lgs. 30 giugno 2003, n. 196.

Link:

https://www.garanteprivacy.it/web/guest/home/docweb/-/docweb-display/docweb/6732688

Referente per il cyberbullismo

Ogni istituto scolastico individua fra i docenti un referente con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonché delle associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio.

Pertanto, qualora foste testimoni di episodi di cyberbullismo o vittime, potete comunicarlo al referente del vostro istitutoo, in alternativa, ad un vostro professore. Non abbiate timore a confidarvi con le vostre figure di riferimento. Loro hanno i mezzi e le capacità per aiutarvi.

Ammonimento

L’articolo 7 della legge n. 71/2017 stabilisce che qualora non sia stata proposta querela o non sia stata presentata denuncia per taluno dei reati di cui agli artt. 594, 595 e 612 c.p. e per l’art. 167 del codice per la protezione dei dati personali di cui al d.lgs. n. 196/2003, commessi mediante la rete Internet, da minori di età superiore di 14 anni nei confronti di altri minori, è applicabile la procedura di ammonimento di cui all’art. 8, commi 1 e 2 del d.l. n. 11/2009, convertito, con modificazioni, dalla l. n. 38/2009 e successive modificazioni.

Cosa si intende per ammonimento?

Il questore convoca il minore unitamente ad almeno un genitore o altra persona esercente la responsabilità genitoriale.

Gli effetti dell’ammonimento cessano con il compimento della maggiore età.

La Polizia Postale e delle comunicazioni svolge un ruolo fondamentale nella prevenzione e nel contrasto dei nuovi reati informatici come le truffe online,pedopornografia, cyber-terrorismo, furto d’identità o ancora, violazione dei diritti d’autore.

Segnalazione alla Polizia Postale:

Accedere al sito internet https://www.commissariatodips.it/

Sulla schermata, sulla destra, compariranno una serie di comandi. Cliccare su “segnala online”.

Inserendo i dati richiesti e un breve commento, sarà possibile effettuare in modo rapido una segnalazione alla polizia Postale che, in breve tempo, risponderà alla richiesta.

N.B. Le segnalazioni alla polizia postale possono essere effettuate anche in caso di furto d’identità, diffusione illecita di immagini o video etc.

Segnalazioni su Internet

 

 

  • Instagram:

 

  •  per segnalare un’immagine o un video su Instagram, è necessario selezionare il pulsante (…) che si trova in alto a destra (sulla fotografia individuata). Sarà sufficiente selezionare la voce “segnala” indicando la motivazione per la quale si desidera segnalare il contenuto (es. Comportamento indesiderato o bullismo, Incita all’odio, Violazione della proprietà intellettuale, Non mi piace o altro).

 

  • Youtube:

 

  •  dopo aver individuato il video, selezionare il simbolo (…) situato sotto di esso (qualora sia la versione web di Youtube) o nell’angolo in alto a destra della sua finestra di riproduzione e selezionare la voce “segnala”.

 

 

 

Per maggiori informazioni consultare il sito https://support.google.com/youtube/answer/2802027?co=GENIE.Platform%3DAndroid&hl=it

20/10/2020