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PAR CONDICIO IN AMBITO LOCALE: ECCO IL VADEMECUM DEL CORECOM

PAR CONDICIO IN AMBITO LOCALE: ECCO IL VADEMECUM DEL CORECOM

ELEZIONI DEL 3 E 4 OTTOBRE. IL VADEMECUM DEL CORECOM IN TEMA DI PAR CONDICIO

Il Corecom presenta il proprio vedemecum sulla par condicio in ambito locale “realizzato allo scopo di rispondere ai numerosi quesiti pervenuti da Enti locali e operatori della comunicazione e per agevolare l’osservanza delle disposizioni vigenti” dichiara la Presidente Marianna Sala. Il testo, di agevole consultazione e comprensivo della giurisprudenza elaborata da AGCOM, è consultabile in questa pagina.

La guida si propone di sciogliere le difficoltà insite nella materia e di fornire puntuali riferimenti sulla normativa, volendo offrire al lettore chiarimenti operativi più utili e ricorrenti per la corretta applicazione delle norme previste per la par condicio (legge 28/2000).

Nelle tornate elettorali, nazionali, regionali, amministrative o referendarie, le attività di vigilanza, controllo e di indirizzo sono ripartite tra i Comitati regionali per le comunicazioni (Corecom), l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni” (di seguito AGCOM), e la Commissione parlamentare di vigilanza.

Ma quali sono gli obiettivi e i limiti della legge? In quali ambiti si applica? Quali sanzioni sono previste per eventuali infrazioni? E soprattutto a quali sono i corretti comportamenti da porre in essere (soprattutto) in periodo elettorale?

Principi fondamentali della par condicio

A tutti gli operatori dell’informazione (con particolare riferimento a quella televisiva) il Legislatore richiede la massima attenzione allo scopo di garantire “l’obiettività, la completezza e l’imparzialità” nell’esercizio dell’attività giornalistica.

In realtà, tali principi dovrebbero essere elementi costantemente presidiati, ma in periodo elettorale devono essere ulteriormente attenzionati secondo le ricorrenti disposizioni dell’Autorità.

Alle forze politiche, indipendentemente dalla loro consistenza, si vuole garantire, almeno “dalla convocazione dei comizi elettorali” il medesimo diritto d’accesso al medium radiotelevisivo.

In passato sono stati sollevati dei dubbi sulla equiparazione comunicativa di forze politiche che hanno un peso elettorale diverso, ma il principio che la legge vuole seguire è quello di mettere tutti allo stesso “nastro di partenza” all’inizio di ogni competizione elettorale.

Particolare attenzione deve essere rivolta ad un aspetto centrale della legge 28/2000 ovvero a quello che riguarda il “divieto nel periodo elettorale, a tutte le amministrazioni pubbliche, di svolgere attività di comunicazione ad eccezione di quelle effettuate in forma impersonale ed indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni”.

Il senso del divieto, particolarmente netto e privo di sfumature, sembra evidente: evitare che la “comunicazione istituzionale”, per intenderci quella prevista dalla legge n. 150/2000, possa trasformarsi in un illecito vantaggio politico ed evitare che siano impiegate risorse pubbliche in una comunicazione che può essere considerata di parte.

Ecco perché, tutte le amministrazioni pubbliche, in periodo elettorale, possono continuare a svolgere la propria comunicazione solo se è davvero indispensabile per “l’assolvimento delle proprie funzioni” e, nello stesso tempo, avere l’accortezza e la correttezza di comunicare in forma impersonale.

Vademecum Par Condicio in ambito locale

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