Milano, 22 giugno 2026 – Un podcast nazionale autoprodotto negli istituti di pena dalle persone ristrette. Questo il progetto d'eccellenza presentato durante il Convegno “La connessione sospesa: evoluzione della comunicazione penitenziaria nell’era digitale, tra diritti e sicurezza”, promosso dal’avvocato Veronica Cella, componente del Corecom Lombardia, che si è tenuto oggi a Palazzo Pirelli. Lo scopo è aprire il mondo penitenziario all’uso delle tecnologie, superando l’analfabetismo digitale, riannodando i legami tra istituti di pena e società civile e coniugando esigenze di sicurezza, diritto all’affettività e reinserimento sociale delle persone private della libertà personale una volta scontata la pena.
In apertura dei lavori, l’Avv. Veronica Cella ha rivolto un sentito ringraziamento all’On.le Fabio Raimondo, per il contributo in collegamento dalla Camera dei Deputati, per i preziosi saluti istituzionali al Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Federico Romani, e al Vice Presidente della Giunta e Assessore al Bilancio e Finanza, Marco Alparone, per il forte e costante sostegno dimostrato verso le iniziative tecnologiche e sociali all'interno degli istituti di pena.
L’On.Le Raimondo ha sottolineato “da avvocato, oltre che da parlamentare, conosco l’importanza di tenere insieme tutela dei diritti, dignità della persona e sicurezza. Una sfida che riguarda anche l’utilizzo delle nuove tecnologie nel sistema penitenziario, chiamato a coniugare opportunità di reinserimento, relazioni umane e legalità”.
Il Presidente Romani ha invece evidenziato come “sarebbe irrealistico immaginare che il mondo penitenziario possa restare estraneo al cambiamento digitale. La questione è come esso debba entrare negli istituti. Trovare il giusto equilibrio tra opportunità di reinserimento e imprescindibili esigenze di sicurezza è una responsabilità che coinvolge istituzioni, magistratura, avvocatura e società civile”.
Il Presidente del Corecom Lombardia, Cesare Gariboldi, ha espresso grande soddisfazione in apertura per il lancio della novità editoriale: “Il lancio di questo podcast ha lo scopo di riprendere le voci provenienti dall’interno degli istituti di pena, le quali spesso rimangono sottotraccia. Rappresenta per il Corecom Lombardia una novità assoluta che potrebbe venire seguita anche dalle altre regioni”.
Introducendo il dibattito, l’avvocato Veronica Cella ha spiegato che “In un mondo in cui la transizione digitale non è più una opzione e l'isolamento tecnologico è diventato una forma di esclusione sociale totale, è fondamentale capire come muoversi. Il tema del convegno tocca un nervo scoperto del sistema di diritto: la necessità di conciliare e stabilire un delicato equilibrio tra la funzione rieducativa della pena e il diritto all’affettività, mantenendo i contatti e le relazioni affettive con l’esterno e i necessari confini legati alle imprescindibili esigenze di sicurezza, vigilanza e controllo investigativo”.
L’obiettivo dell’incontro è stato duplice: fare il punto della situazione e tracciare una mappatura delle possibili soluzioni concrete offerte dalle nuove tecnologie. “Questo percorso è stato affrontato attraverso un confronto multidisciplinare, riunendo tutte le anime del mondo della giustizia: dagli operatori alle istituzioni, fino ad avvocati e giornalisti”, ha concluso Cella.
Sul tema è intervenuta con forza Alessia Villa, Presidente della Commissione speciale -Tutela dei diritti delle persone private della libertà personale e condizioni di vita e di lavoro negli istituti penitenziari, che ha rilanciato sulla necessità di continuare a lavorare in modo incisivo: “È stato già fatto qualcosa durante l’emergenza Covid trovando soluzioni attraverso il ricorso alla digitalizzazione anche negli istituti di pena. È evidente che non serve solo per avvicinare la persona privata della libertà personale al familiare in caso di impossibilità, ma è importante anche per la loro formazione e per il loro reinserimento lavorativo. La Commissione speciale sta proprio lavorando in questa direzione: la digitalizzazione e la formazione sicuramente aiutano la rieducazione e quel reinserimento che serve per poi riavere queste persone all’interno della nostra società”.
Da un punto di vista giuridico, l’avvocato Penalista Cassazionista Eligio Marazzoli ha chiarito che l'ordinamento italiano deve guardare alle norme sovranazionali, avanzando una proposta di adeguamento dell'articolo 18 dell'ordinamento penitenziario per istituzionalizzare le videochiamate (Skype, WhatsApp, Teams) e ipotizzare un accesso a Internet mirato e vigilato per siti istituzionali ed educativi.
L'importanza della formazione è stata ribadita anche dal Consigliere Chiara Valcepina, Vice Presidente della Commissione “Programmazione e Bilancio”, ricordando i 10 milioni di euro stanziati dal Ministero per la Giustizia e gli strumenti organici di Regione Lombardia (legge regionale n. 25 del 2017) attivati tramite il FSE e la Cassa delle Ammende. Teresa Mazzotta, Direttrice Ufficio Interdistrettuale Esecuzione Penale Esterna Lombardia (UEPE), ha invece approfondito il trattamento dei minori, auspicando norme che agevolino l'acquisizione di competenze digitali certificate per ridurre la recidiva.
Un ruolo di garanzia e di inclusione è stato ribadito anche dal Garante Regionale dei Diritti delle persone private della libertà personale, Gianalberico De Vecchi. Al panel hanno contribuito inoltre la Direttrice della Casa Circondariale di Lodi, Anna Laura Confuorto, e infine Antonetta Carrabs (Direttore di “Oltre i confini Magazine” e Presidente di “Zeroconfini Onlus”), che ha guidato l'ascolto in anteprima della prima puntata del podcast nazionale, arricchito dalle testimonianze dirette dei progetti sul campo.