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NUOVO TUSMAR, IL PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO: PIU’ TUTELA ALLE RADIO LOCALI

Il Consiglio di Stato ha espresso parere sullo schema del nuovo Tusmar. “Condivisibili i rilievi sollevati riguardo alla radiofonia locale e alle imprese italiane, che rischierebbero di veder sacrificata la loro attività in ragione della tutela, ritenuta prevalente, dell’interesse dei paesi radio-elettricamente confinanti” commenta la Presidente del Corecom Marianna Sala, che aggiunge: “Condivisibile anche la scelta di rimettere gran parte della disciplina attuativa all’Autorità di regolazione di settore, l’AGCOM, raccomandando l’avvio di una prassi di leale collaborazione, come già avvenuto con l’ANAC per il codice appalti.”

Con il parere n. 1582/2021, pubblicato ieri, la Sezione Atti Normativi del Consiglio di Stato si è pronunciata sullo schema di decreto legislativo contenente le modifiche al TUSMAR in attuazione della Direttiva UE 2018/1808 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 14 novembre 2018, recante modifica della direttiva 2010/13/Ue, relativa al coordinamento di determinate disposizioni legislative, regolamentari e amministrative degli stati membri concernenti la fornitura di servizi di media audiovisivi, in considerazione dell’evoluzione della realtà del mercato.

Il nuovo TUSMAR è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri, nella riunione del 5 agosto 2021. Lo schema del Decreto si compone di 73 articoli, suddivisi in 9 titoli e sostituirà integralmente il decreto legislativo 31 luglio 2005, n. 177 - Testo Unico dei servizi media audiovisivi e radiofonici, che è stato oggetto di numerosi interventi da parte del legislatore con il metodo della novella.

Con tale decreto il Governo intende raggiungere l’obiettivo di una sistemazione organica della materia, adeguando le disposizioni e le definizioni all’evoluzione tecnologica e di mercato, in un quadro complessivo che ha pesantemente risentito della pandemia in atto, dalla quale è nata l’esigenza di approfondite riflessioni sugli effetti economici e sociali della crisi sanitaria sul mercato audiovisivo, in termini di aumento di richiesta e di diversificazione della domanda, e sulle possibili misure di policy e regolamentari, utili ad assicurare la tutela di valori fondamentali, come la democrazia, il pluralismo, la correttezza dell’informazione, il contrasto all’istigazione all’odio e alla violenza ed alla pubblica provocazione ai reati di terrorismo, la tutela della dignità umana e dei minori anche rispetto al gioco d’azzardo on-line ed alla diffusione sulle piattaforme digitali di video prodotti da operatori economici e da privati, la promozione della diversità culturale, l’accessibilità alle piattaforme digitali ed ai servizi connessi alle persone con disabilità.

Parere del Consiglio di Stato

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