Determinazione n. 3 /2013

Oggetto: Definizione della controversia XXXI Selene XXX IL DIRIGENTE

VISTA la legge 31 luglio 1997, n. 249"1stituzione delf Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivd', in particolare fart. l, comma 6, lettera a), n. 14;

VISTA la legge 14 novembre 1995, n. 481 'Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità';

VISTO il decreto legislativo l agosto 2003, n. 259, recante il "Codice delle comunicazioni elettronichè', in particolare fart. 84;

VISTO il decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, recante il "Codice del consumo, a norma dell'articolo 7 della legge 29 luglio 2003, n. 229';

VISTA la legge della Regione Lombardia 28 ottobre 2003, n. 20"1stituzione del Comitato regionale per le comunicazioni';

VISTA la deliberazione AGCOM n. 173/07/CONS, recante il "Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti' (dora in avanti Regolamento);

VISTA la deliberazione AGCOM n. 179/03/CSP'Direttiva generale in materia di qualità e carte dei servizi di telecomunicazioni';

VISTA la deliberazione AGCOM n. 664/06/CONS; VISTA la deliberazione AGCOM n. 3/99/CIR;

VISTA la circolare AGCOM Il febbraio 2011, prot. n. 0006817;

VISTO fAccordo quadro tra fAutorità per le Garanzie nelle comunicazioni, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, sottoscritto in data 4 dicembre 2008;

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Regionelombardìa

IL CONSIGLIO

CO.RE.COM. Comitato regionale per le comunicazioni- V1a F. Filzi, 22 - 20124 Milano T. 02 67482300 - F. 02 67482701-707 - E. corecom@consiglio.regione.lombardia.l

VISTA la Convenzione per fesercizio delle funzioni delegate in tema di comunicazioni, sottoscritta tra f Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e il Comitato regionale per le comunicazioni della Lombardia in data 16 dicembre 2009, e in particolare fart. 4, c. l, lett. e);
VISTA la deliberazione del Corecom Lombardia n. 7 del IO giugno 2010, con la quale, a norma delfart. 19, comma 7, della citata deliberazione AGCOM n. 173/07/CONS, il Comitato ha delegato al Dirigente delfUfficio per il Corecom la definizione delle controversie aventi valore non eccedente i 500,00 euro;
VISTA la deliberazione del Corecom Lombardia n. l del 13 gennaio 2011, con la quale il Comitato ha confermato al Dirigente delfUfficio per il Corecom la delega per la definizione delle controversie aventi valore non eccedente i 500,00 euro;
VISTA la deliberazione delfUfficio di Presidenza del Consiglio regionale n. 132 del9 giugno 2011, di conferimento al dott. Mauro Bemardis delfincarico di dirigente delfUfficio per il Corecom;
VISTA fistanza presentata in data 4 marzo 2011, con cui il sig. XXX, in qualità di figlio ed erede della sig.ra XXX, ha chiesto fintervento del Co.Re.Com. della Lombardia per la definizione della controversia in essere con la società Selene XXX, ai sensi degli artt. 14 e ss. del Regolamento;
VISTE le note del 4 aprile 2011 e del 21 aprile 2011, con le quali il funzionario responsabile del procedimento ha comunicato alle parti, ai sensi degli artt. 15 e 16 del Regolamento, favvio di un procedimento istruttorio finalizzato alla definizione della deferita controversia, e ha invitato le parti a presentarsi alfudienza per la discussione della stessa fissata per il26 maggio 2011;
VISTO il verbale della suindicata udienza del 26 maggio 2011;
VISTI gli atti del procedimento e la documentazione acquisita nel corso delfistruttoria; VISTA la proposta del funzionario incaricato delfistruttoria;
CONSIDERATO quanto segue:

Oggetto della controversia e risultanze istruttorie

Con fistanza presentata in data 4 marzo 2011, il sig. XXX, in qualità di figlio ed erede della sig.ra XXX, deceduta in data 27 giugno 2010, ha chiesto fintervento del Co.Re.Com. della Lombardia per la definizione della controversia con foperatore Selene XXX. (cfora in avanti Selene), avente ad oggetto la fornitura del servizio telefonico, asseritamente non richiesta da parte della sig.ra

xxx.

Dalfistanza introduttiva, dai documenti depositati e dalfudienza di discussione emerge quanto
segue:
- in data 15.04.2010, la sig.ra XXX riceveva, da parte di Selene, una comunicazione avente ad oggetto findicazione dei consumi telefonici, per l'importo di euro 91 ,89, relativamente alfanno
2009 in ordine alfutenza telefonica n.XXX;
in allegato alla predetta comunicazione veniva inoltrata la fattura n.20 l 000106000266, codice cliente n.00289270 (XXX), recante la dicitura "n. pratica VOOOJ851 pratica per addebito accredito importi una tantum" e findicazione "servizi internet euro 91,89- iva 20% 18,38- totale fattura euro l 10,27";
in data 05.05.2010, Selene inoltrava alfutente la seguente comunicazione "in seguito alla

vostra contestazione della fattura n.201000106000266 del 24.03.2010 riguardante il traffico telefonico sul/ 'utenza n. XXX, il contratto stipulato tra la sig.ra XXX e la Noicom di Torino il

04.04.2003 (in allegato) è stato da noi acquisito a fine 2004 quando la Noicom ha ceduto alla

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ex Bascom (adesso Selene XXX) la parte delle utenze di XXX e provincia. Come indicato nel contratto, l 'addebito avveniva tramite circuito Rid, cosa che non è stato possibile fare per l 'ultima fattura causa adeguamento a nuovo sistema di fatturazione. Ricordiamo, infine, che la

jàttura del 24.03.2010 riguarda il traffico telefonico effettuato dalla data ultimo conguaglio al

31.12.2009, il cui dettaglio, in caso lo desideraste, vi sarà fornito via email. Pertanto in relazione a quanto inviato, riteniamo che l 'importo della fattura ci sia dovuto e la invitiamo a saldare il tutto entro dieci giorni da/l 'avvenuta ricezione della presente";

- la sig.ra XXX contestava, sin da subito, di aver sottoscritto un contratto con Noicom (che avrebbe ceduto, nel 2004, le utenze a Bascom, la quale sarebbe poi divenuta, nel2009, Selene);
- la sig.ra XXX presentava, in data 13.05.2010, presso il Co.re.com. Lombardia istanza per il tentativo obbligatorio di conciliazione nei confronti di Selene;

- il 15.05.2010, il sig. XXX, figlio della sig.ra XXX, sporgeva denuncia/querela per sostituzione di persona presso la Questura di XXX, in cui evidenziava che la madre, impossibilità per grave infermità, non aveva mai sottoscritto nessun contratto con altre compagnie telefoniche, tranne che con la Telecom e, in particolare, denunciava che "avendo il dubbio di una probabile sottoscrizione da parte di mia madre, ho fatto richiesta alla Selene di avere copia del contratto sottoscritto. La stessa società, dopo qualche giorno, mi ha inviato una raccomandata con ali 'interno una copia del probabile contratto firmato, da una verifica delle firme posso dichiarare, su consenso di mia madre che fa fatica a deambulare, che la firma in calce al contratto datato 04.04.2003, non è firma apposta dalla stessa. A dimostrazione di quanto detto allego alla presente copia della carta d'identità vecchia con firma integra, perché mia madre ancora non so.ffriva di nessuna malattia, e copia della carta d 'identità attuale ove le firme si assomigliano ma risulta tremolante per la malattia, comunque le due firme allegate non corrispondono come grafia a quella apposta sul contratto. Sino ad oggi non mi sono accorto delle bollette inviatemi in precedenza in quanto dal 2003 ad oggi le bollette vecchie arrivavano con addebito sul conto corrente per conto della Bas Com che io ingenuamente confondevo come bollette del gas metano";

- in data 20.07.2010, Selene inoltrava alla Sig.ra XXX una comunicazione con cui asseriva finadempimento contrattuale delfutente, da cui risultava il mancato pagamento per complessivi euro 238,06 - IVA inclusa - delle seguenti fatture: fattura n.20 l 000 l 06000266 di euro 110,27 emessa 24.03.2010 (senza indicazione del periodo di fornitura); 201000106000427 di euro
25,34 emessa il 10.05.2010 (senza indicazione del periodo di fornitura); n.200897400000367 di
euro 25,98 emessa il 21.03.2008 in relazione al periodo di fornitura 28.02.2006-28.02.2008;
n.200897400000595 di euro 34,03 emessa il 22.05.2008 in relazione al periodo di fornitura
29.02.2008-30.04.2008; n.200897400000809 di euro 42,44 emessa il28.07.2010 in relazione al periodo di fornitura 30.04.2008-30.06.2008;
- in data 29.07.2010, il sig. XXX inoltrava una comunicazione, ricevuta da Selene il 02.08.2010, con la quale contestava la somma di euro 238,06 richiesta dalla società, ritenendola totalmente infondata;
- il 22.11.20 l O si svolgeva il tentativo obbligatorio di conciliazione, che si concludeva con esito negativo per mancata adesione del gestore;
- in data 04.03.20 Il, il sig. XXX, in qualità di erede della sig.ra XXX, presentava fistanza di
defmizione ora in trattazione, chiedendo lo storno di tutte le somme richieste da Selene in relazione alfutenza n.XXX, precedentemente intestata alla di lui madre, sig.ra XXX;
- in data 26.05.2011, si svolgeva fudienza di discussione, a cui partecipava soltanto il sig. XXX;
- al fine di acquisire ulteriore documentazione relativa alla controversia in oggetto e in particolare relativamente agli eventuali trasferimenti tra operatori di telecomunicazioni che abbiano interessato futenza n.XXX, originariamente in Telecom Italia XXX, dal gennaio 2003 ad oggi, in data 13.09.2011 fufficio chiedeva alfoperatore Telecom Italia XXX di trasmettere la predetta documentazione e al sig. XXX di inviare copia delle eventuali fatture Telecom Italia ricevute dalla sig.ra XXX in relazione alfutenza in oggetto, a partire dal gennaio 2003;

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- in data 25.09.2011, il sig. XXX trasmetteva alfU:fficio per il Co.re.com. alcune fatture, emesse da Telecom, relativamente al periodo 2003-2010 e allegava anche la copia di due fatture emesse da Bas.com XXX per la fornitura del gas metano presso fabitazione, sita in XXX alla XXX, precisando che faidebito della predette fatture per il metano avveniva sullo stesso conto corrente bancario intestato alla madre e acceso presso la Banca Popolare di XXX, riportato dal contratto che sua madre avrebbe stipulato con la Noicom;
- in data 02.10.2011, il sig. XXX inoltrava alfU:fficio la copia del contratto di abbonamento al servizio di telefonia, sottoscritto dalla sig.ra XXX, in data 03.12.2001, con la Telecom, in relazione alfutenza n.:XX:XX, ubicata in XXX alla XXX;
- in data 17.10.2010, Telecom inoltrava le schermate del sistema informatico '?itagorà' relative alfutenza in oggetto, a partire dal 2003, dalla cui lettura risulta che, sulfutenza n.XXX in data
14.04.2003 vi è stata fattivazione della CPS (carrier pre selection) da parte di Noicom e in data
14.02.2007 vi è stata fattivazione della CPS da parte di Bas.com XXX.

Motivi della decisione

La controversia in esame concerne la contestazione delfutente in ordine alfattivazione e fatturazione di servizi non richiesti e alla legittimità o meno della cessione del contratto di abbonamento al servizio telefonico, da parte di Noicom XXX in favore di Bas.com XXX, in un secondo momento diventata Selene XXX.
Ciò che, nello specifico, fistante contesta è fattivazione/fatturazione della CPS (carrier pre

selection) sulfutenza n.XXX, intestata alla sig.ra XXX, deceduta in data 27.06.2010.

Va premesso che la questione attinente alfeventuale falsificazione della firma della sig.ra XXX nella sottoscrizione del contratto con Noicom esula dalfambito di competenza del Corecom. Sul punto, può solo prendersi atto del fatto che futente si è prontamente premurato di contestare la veridicità della sottoscrizione, presentando denuncia/querela alla Questura di XXX, e che di contro nulla è stato fatto dalfoperatore per dimostrare fautenticità della sottoscrizione medesima. Comunque, per quel che qui interessa ai fini del caso in esame, la Noicom ha trasmesso fordinativo di CPS sulla base di un documento contrattuale asseritamente sottoscritto dalla sig.ra XXX, contrariamente a quanto sostenuto dalla stessa istante e da suo figlio.
Peraltro, non è dato sapere se la (contestata) sottoscrizione, da parte delfutente, del modulo di
adesione di Noicom sia avvenuta presso una sede delfoperatore ovvero presso un locale commerciale riferibile allo stesso, o ancora presso uno stand, cioè una postazione mobile occasionalmente situata presso un centro commerciale, o simile.
Ne deriva che il contatto con i rappresentanti della Noicom, se effettivamente avvenuto, ha avuto
natura occasionale e, con tutta probabilità, è stato provocato tramite tecniche di vendita aggressive piuttosto che con spontanea e del tutto consapevole adesione delfutente, e che la società Noicom, e successivamente la Bas.com XXX e, da ultimo, la Selene avrebbero dovuto adottare, nella gestione delfutente, cautele stringenti circa finoltro di richieste di pagamento alfutente in ordine al contratto in oggetto.
È da ritenersi, pertanto, che la società summenzionata ha trasmesso fordinativo di CPS relativo alfutenza della sig.ra XXX senza aver accertato finequivoca volontà della stessa di "modificare, tramite la prestazione di Carrier Preselection, il rapporto contrattuale in essere con l 'operatore di accesso e di passare ad altro operatore", contravvenendo alfobbligo imposto dalla delibera
3/99/CIR, art. 3, comma 3 "Modelli di interazione ".
L'utente, di contro, ha provveduto sin dal primo momento a contestare fasserita sottoscrizione del contratto, presentando denuncia alle sedi competenti, nello specifico la Questura di XXX.
Può dunque imputarsi a Noicom XXX un comportamento non conforme alla diligenza ed alla
professionalità richieste, sia nella fase di acquisizione del consenso, sia, soprattutto, nella fase di gestione delfordinativo di CPS, che risulta essere stato trasmesso alfoperatore di accesso (Telecom Italia) senza alcun tipo di controllo (culpa in vigilando). In effetti, dinanzi ad un modulo contrattuale come quello depositato in atti, un operatore avrebbe dovuto diligentemente effettuare un'ulteriore verifica della volontà contrattuale del titolare delfutenza. Il comportamento di Noicom

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è tale quindi da escludere la possibilità di rinvenire cause di giustificazione e, inoltre, di invocare, a favore del predetto operatore, la buona fede ed il legittimo affidamento sulla bontà del contratto de quo.

In tema di CPS, la delibera Agcom n.417/06/CONS all'art. 21 (Modalità di attivazione della prestazione CPS) stabilisce che il"titolare del contratto di abbonamento telefonico con l'operatore di accesso per la linea o le linee d'utente è il solo soggetto legittimato a chiedere l'attivazione della prestazione di CPS", e all'art.27 (Prestazioni non richieste) stabilisce che "in caso di attivazioni o disattivazioni non richieste della prestazione CPS, l'utente ha diritto di ottenere gratuitamente entro tre giorni lavorativi dalla segnalazione all'operatore di accesso la precedente configurazione della propria linea. Tutti i costi, tra i quali quelli derivanti dal ripristino della precedente configurazione, sono a carico dell'operatore che ha disposto l'attivazione della prestazione non richiesta dall'utente:'

Proprio per tentare di porre fme al fenomeno delle attivazioni di contratti non richiesti e disconosciuti dagli utenti, per la medesima problematica attinente al disconoscimento di contratti mai sottoscritti, fAgcom ha adottato, seppur in epoca successiva a quella del caso in esame, la delibera n.29/Il/CONS, avente ad oggetto fapprovazione della proposta di impegni presentata da una società di telecomunicazioni, relativamente al procedimento sanzionatorio n. 45/10/DIT.

In tale delibera si legge tra faltro: "Impegno IV adozione di una welcome letter per tutta la nuova clientela abbonata ...una welcome letter con la quale, oltre ad essere fornite tutte le informazioni commerciali relative all'offerta attivata, sarà indicato anche il numero verde da contattare in caso di disconoscimento. La lettera sarà inviata a mezzo posta prioritaria e l 'operatore darà prova dell'invio mediante le apposite distinte del vettore, incaricato alla consegna ...Particolarmente rilevante è, altresì, l'introduzione di un blocco che automaticamente sospende l'emissione delle fatture verso il cliente che disconosce il servizio. In particolare, come e' stato dichiarato da/l 'operatore, il cliente dovrebbe ricevere la lettera dopo pochi giorni dall'attivazione. Tale modus operandi andrebbe ad intensificare l'efficienza della procedura di disconoscimento: da un lato, infatti, il cliente è posto nella condizione di prendere atto, tempestivamente, del vincolo contrattuale, senza dover attendere due mesi per ricevere il primo ciclo di fatturazione ovvero ricevere la comunicazione per l'azione di recupero del credito. Dall'altro, l'avvio della procedura verrebbe facilitata dal numero verde, indicato nella welcome letter e riservato alle sole segna/azioni di disconoscimento".

Pur non trovando tale delibera diretta applicazione nel caso in esame, gli adempimenti riportati nella stessa sono significativi del grado di diligenza che dovrebbe contraddistinguere il comportamento delfoperatore in presenza delle fattispecie in questione, e che in linea di principio avrebbero dovuto caratterizzare il comportamento delfoperatore anche nel caso concreto in esame. Nel quale, invece, futente non ha mai ricevuto alcuna fattura relativa a servizi telefonici né qualsivoglia comunicazione da parte di Noicom, che poi ha ceduto il contratto intestato alfutente a Bas.Com, diventata poi Selene.
In merito alla cessione del contratto da Noicom a Bas.Com, poi diventata Selene, si deve preliminarmente evidenziare, in linea generale, che la cessione del contratto produce effetti nei confronti del debitore ceduto quando questi l'ha accettata o quando gli è stata notificata (art. 1264, l o comma, c.c.).
Tale disposizione deve essere esaminata considerando l'incidenza, sulla posizione del debitore, della notificazione, dell'accettazione o della conoscenza dell'intervenuta cessione del credito.
La notificazione della cessione è la comunicazione del trasferimento del diritto di credito, fatta al
debitore dal cedente o dal cessionario.
Per quanto riguarda il contenuto della notificazione, occorre distinguere se la stessa sia posta in essere dal cedente o dal cessionario.
La notificazione compiuta dal cedente deve contenere la notizia dell'avvenuta cessione, con
l'indicazione degli elementi essenziali ed identificativi dell'accordo traslativo del diritto di credito. Viceversa, non è necessario notificare una copia integrale dell'accordo raggiunto fra cedente e

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cessionario. Invece, se la notificazione è effettuata dal cessionario, occorre che contenga, oltre alla comunicazione della cessione, anche la prova certa del trasferimento del diritto di credito.
Tale differenza si spiega considerando che il cedente è il soggetto che ha stipulato con il ceduto il
contratto dal quale deriva il diritto di credito. Il ceduto, pertanto, "conosce" il cedente come il proprio creditore e ha la certezza di liberarsi pagando alla persona da questi indicata Altrettanto non può dirsi per il cessionario che, invece, è soggetto "estraneo" al ceduto, in quanto questi non partecipa al contratto di cessione.
Pertanto, il ceduto ha la certezza di liberarsi pagando al cessionario solo se ha la prova che vi è la volontà del cedente di trasferire a questi il suo credito.
Per quanto riguarda la forma della notificazione, si deve ritenere che la stessa non debba essere
fatta necessariamente mediante ufficiale giudiziario, nelle forme previste dall'ordinamento processuale, considerando, tanto ai fini di cui all'art. 1264, quanto a quelli di cui ai successivi artt.
1265 e 2914, n. 2 c.c., che la notificazione della cessione costituisca atto a forma libera, non soggetto a particolari discipline o formalità.
La conoscenza della cessione deve intendersi come il risultato di situazioni oggettive di apparenza
dell'avvenuta cessione idonee a giustificare, in base alle regole della buona fede e della normale diligenza, la convinzione che la cessione si sia verificata.
L'art.33 del Codice del Consumo (Clausole vessatorie nel contratto tra professionista e

consumatore) indica che "Nel contratto concluso tra il consumatore ed il professionista si considerano vessatorie le clausole che, malgrado la buona jède, determinano a carico del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto. 2. Si presumono vessatorie fino a prova contraria le clausole che hanno per oggetto, o per effetto, di: [...] s) consentire al projèssionista di sostituire a sé un terzo nei rapporti derivanti dal contratto, anche nel caso di preventivo consenso del consumatore, qualora risulti diminuita la tutela dei diritti di quest'ultimo".

Inoltre, ai sensi delfart. 70, comma 4, del Codice delle Comunicazioni Elettroniche "gli abbonati

hanno il diritto di recedere dal contratto, senza penali, all'atto della notifica di proposte di modifiche delle condizioni contrattuali". Si tratta di un diritto di recesso di fonte legale esercitabile in presenza dei presupposti specificati dalla norma stessa.

Quindi, allorché il fornitore dei servizi di comunicazione elettronica decida di modificare le condizioni contrattuali deve darne notizia ai propri clienti "con un adeguato preavviso, non iriferiore a un mese", informandoli"nel contempo del loro diritto di recedere dal contratto, senza penali, qualora non accettino le nuove condizioni".
Nella fattispecie in esame, non vi è stata la notifica della comunicazione di sostituzione di un operatore ad un altro, ai sensi delfart. 33, comma 2, lett. s), Codice del Consumo, ed è mancato il riconoscimento del diritto di recesso da parte delfoperatore in occasione delfeventuale comunicazione di modifica della controparte contrattuale, ai sensi delfart. 70, comma 4, Codice delle Comunicazioni Elettroniche.
Inoltre, è da rilevare che nelle condizioni contrattuali di Noicom, alfart.l4.5, si afferma che "il

cliente non potrà cedere il presente contratto se non previo consenso scritto di Noicom" e non vi è menzione della clausola di cessione del contratto ad un terzo operatore di comunicazioni.

Alla luce delle suesposte argomentazioni, non può ritenersi legittima la condotta degli operatori via via succedutisi, con la conseguenza che risulta priva di fondamento giuridico qualsivoglia richiesta economica avanzata nei confronti della sig.a XXX e, per successione, nei confronti del figlio, nonché erede, sig. XXX.
In merito al contenuto delle richieste economiche avanzate da Selene, si evidenzia che, in via
generale, secondo un orientamento giurisprudenziale ormai consolidato (ex pluribus, Cass. Civ., sez. III, 17 febbraio 2006) remissione della bolletta non costituisce un negozio di accertamento, idoneo a rendere certa ed incontestabile fentità periodica della somministrazione, ma solo un atto unilaterale di natura contabile diretto a comunicare alfutente le prestazioni già eseguite secondo la

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conoscenza ed il convincimento delfoperatore telefonico e resta dunque rettificabile in caso di divergenza con i dati reali.
Tanto premesso, sussiste in capo alfoperatore fooere di provare fesattezza dei dati posti a base della fattura nel caso di contestazione del suo ammontare da parte delfutente (Cass. Civ. sez. III,

28 maggio 2004, n. 10313). Le risultanze del contatore centrale non costituiscono piena prova se contestate dalfutente ed il disconoscimento dei dati registrati determina lo scadimento della prova

legale a presunzione semplice della rappresentazione e la necessità, ai fini probatori, di ulteriori elementi.

Conformemente a tale orientamento giurisprudenziale, fAgcom ha più volte ribadito, consolidando il proprio orientamento in merito, che''è compito del gestore della rete assicurare tutte le misure necessarie, compatibili con l 'evoluzione tecnica, atte a tutelare gli utenti da possibili furti di traffico, nonché assicurare un efficace controllo del collegamento in centrale del/ 'utenzd delibera n. l 0/03/CIR) ed ha inoltre precisato che"la bolletta telefonica, in caso di contestazione, perde qualsiasi efficacia probatoria e la società telefonica è tenuta a dimostrare il corretto funzionamento del contatore centrale e la corrispondenza tra i dati forniti da esso e quello trascritto nella bollettd' (delibere n. l 0/05/CIR, n.85/09/CIR, n.86/09/CIR, n.23/10/CIR, n.33/10/CIR).

In relazione alla res controversa la società Selene si è limitata a ribadire, di fatto, la correttezza degli addebiti contestati, ma non ha prodotto elementi probatori attestanti la regolare e corretta gestione del cliente.
Dunque, in assenza di documentazione attestante la corrispondenza tra addebiti e traffico effettivamente generato nonché in assenza di precedenti addebiti per i medesimi importi, è doveroso riconoscere lo storno degli insoluti per traffico non fatturato in precedenza.

In ordine alla legittimità o meno della fatturazione, in UIÌunica soluzione, dei canoni pregressi, in quanto riferiti a periodi di gran lunga antecedenti al mese di emissione della fattura, giova rinviare a quanto disposto dalfart. 1562 del codice civile in ordine al pagamento del prezzo nel contratto di somministrazione, a mente del quale "Nella somministrazione a carattere periodico il prezzo è corrisposto all'atto delle singole prestazioni e in proporzione di ciascuna di esse. Nella somministrazione a carattere continuativo il prezzo è pagato secondo le scadenze d'uso".

Ai sensi dell'art. 4 (Periodicità della fatturazione) della Delibera n.418/07/CONS, "La periodicità della fatturazione degli importi dovuti dal! 'abbonato e del!'invio della relativa fattura è, di norma, bimestrale, salvo diversa previsione contrattuale. 2. In caso di mancata fatturazione alle scadenze di cui al comma l o in caso di traffico non fatturato in precedenza, l 'operatore, al momento della fatturazione, deve: a) inviare una fattura separata per gli addebiti relativi a periodi precedenti o esporre tali addebiti nella fattura attuale in modo distinto dal restante traffico; b) indicare il motivo per il quale la fatturazione è avvenuta in ritardo..".

Sebbene l'art.7.1 "fatturazioni e pagamenti" delle condizioni generali di contratto di Noicom
indichi che "Noicom provvederà ad emettere le fatture relative alla fornitura del servizio erogato nel periodo precedente l'emissione ", dagli atti risulta che l'utente non ha mai ricevuto alcuna fattura da parte di Noicom in ordine alle prestazioni fornite per il servizio di telefonia erogato in modalità CPS (carrier preselection).
In relazione agli importi contestati dalfutente, inoltre, la società Selene non ha fornito alcuna
giustificazione, né ha prodotto elementi probanti la regolare e corretta gestione del cliente, in particolare in sede di udienza, cui non ha partecipato.
Alla luce di quanto sin qui rilevato, è da accogliere la richiesta di storno della somma di euro
238,06 (IVA inclusa) complessivamente fatturata da Selene alfutente, come documentato in atti. CONSIDERATO tutto quanto sopra esposto;

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RITENUTO che fistante, in forza della partecipazione alfudienza di definizione e delfattività dispiegata in termini istruttori e documentali, abbia diritto al rimborso delle spese sostenute per la procedura, equitativamente quantificabili in euro 50,00;

DETERMINA La società Selene XXX. è tenuta a:

a) stornare integralmente finsoluto di euro 238,06 relativo alfutenza n.X:X:X già intestata

alfutente sig.a XXXX e regolarizzare la relativa posizione contabile-amministrativa, giusta istanza delferede sig. XXX;

b) corrispondere alfistante la somma di euro 50,00 a titolo di rimborso di spese di procedura.

E fatta salva la possibilità per futente di richiedere m sede giurisdizionale il risarcimento delfeventuale ulteriore danno subìto, come previsto dalfart. Il, comma 4 della delibera n.I79/03/CSP.

Ai sensi delfart. 19, comma 3, della delibera AGCOM n.l73/07/CONS, il provvedimento di definizione della controversia costituisce un ordine delfAutorità a norma delfarticolo 98, comma Il, del decreto legislativo l agosto 2003, n.259.

La presente deliberazione è comunicata alle parti e pubblicata sul sito internet istituzionale del

Co.Re.Com. Lombardia, assolvendo in tal modo ad ogni obbligo di pubblicazione, ai sensi delfart.

32, comma l, della legge 69/2009.

Le parti sono tenute a comunicare a questa Autorità favvenuto adempimento alla presente deliberazione entro il termine di sessanta (60) giorni dalla comunicazione della medesima.

Ai sensi delfarticolo 135, comma l, lett. b), del Codice del processo amministrativo, approvato con d.lgs. 2 luglio 20 l O, n. l 04, e della circolare AGCOM Il febbraio 20 Il, pro t. n. 0006817, il presente provvedimento può essere impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, in sede di giurisdizione esclusiva.

Ai sensi degli articoli 29, 41 e 119 del medesimo d.lgs. l 04/201 O, il termine per ricorrere avverso il presente provvedimento è di sessanta (60) giorni dalla comunicazione dello stesso.

Milano, 26 febbraio 2013

Il dirigente

dott. Mauro Bernardis

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