Determinazione 2/2015



Definizione della controversia XXX/TELECOM ITALIA SPA


IL DIRIGENTE


VISTA la L. 14 novembre 1995, n. 481, Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità;


VISTA la L. 31 luglio 1997, n. 249, Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo, in particolare l’art. 1, comma 6, lettera a), n. 14;

VISTO il D. Lgs. 1 agosto 2003, n. 259, Codice delle comunicazioni elettroniche, in particolare l’art. 84;

VISTA la l.r. 28 ottobre 2003, n. 20, Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni;

VISTA la Del. A.G.Com. 173/07/CONS, Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti (d’ora in avanti Regolamento);

VISTA la Del. A.G.Com. 73/11/CONS, Approvazione del regolamento in materia di indennizzi applicabili nella definizione delle controversie tra utenti ed operatori e individuazione delle fattispecie di indennizzo automatico ai sensi dell’articolo 2, comma 12, lett. g), della legge 14 novembre 1995, n. 481;

VISTO l’Accordo quadro tra l’Autorità per le Garanzie nelle comunicazioni, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, sottoscritto in data 4 dicembre 2008;

CO.RE.COM. Comitato regionale per le comunicazioni - Via F. Filzi, 22 – 20124 Milano – T. 02 67482300 – F. 02 67482701 - 707 – E. corecom@consiglio.regione.lombardia.it





VISTA la Convenzione per l’esercizio delle funzioni delegate in tema di comunicazioni, sottoscritta tra l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la Regione Lombardia e il Comitato regionale per le comunicazioni della Lombardia in data 16 dicembre 2009, e in particolare l’art. 4, comma 1, lett. e);

VISTA la Del. di Comitato 7 novembre 2013, n. 63, Approvazione del regolamento interno del Comitato regionale per le Comunicazioni della Lombardia;

VISTA la Del. dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale 30 luglio 2013 n. 180, di conferimento al dott. Massimiliano Della Torre dell’incarico di dirigente dell’Ufficio per il Corecom;

VISTA la Del. Co.Re.Com. Lombardia 12 settembre 2013 n. 49, con la quale, ai sensi dell’art. 19, comma 7, Del. A.G.Com. 173/07/CONS, il Comitato ha delegato al Dirigente dell’Ufficio per il Co.Re.Com. la definizione delle controversie aventi valore non eccedente i 500,00 euro;

VISTA l’istanza presentata in data 15 maggio 2013, con cui XXX ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. Lombardia per la definizione della controversia in essere con la società Telecom Italia S.p.a. ai sensi degli artt. 14 e ss. del Regolamento;

VISTE le note del 15 maggio 2013 e del 19 giugno 2013, con le quali il funzionario responsabile del procedimento ha comunicato alle parti, ai sensi degli artt. 15 e 16 del Regolamento, l’avvio di un procedimento istruttorio finalizzato alla definizione della deferita controversia, e ha invitato le parti a presentarsi all’udienza per la discussione della stessa fissata per il 18 luglio 2013;

VISTO il verbale dell’udienza del 18 luglio 2013;

VISTI gli atti del procedimento e la documentazione acquisita nel corso dell’istruttoria;

VISTA la proposta del funzionario incaricato dell’istruttoria;

CONSIDERATO quanto segue:

Oggetto della controversia e risultanze istruttorie

Con l’istanza presentata in data 15 maggio 2013, la società XXX ha chiesto la definizione della controversia in essere con l’operatore Telecom Italia S.p.a., ai sensi degli art. 14 e ss. Del. A.G.Com. n. 173/07/Cons, Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, in relazione a servizi di rete fissa.

    1. La posizione dell’istante

La società XXX., nell’istanza introduttiva del procedimento e nel corso dell’audizione, ha dichiarato quanto segue:

  1. all’atto della sigla del contatto con Telecom era stata data rassicurazione del fatto che la disdetta dal precedente operatore (Fastweb) sarebbe stata eseguita direttamente da Telecom e che con l’attivazione dei servizi Telecom non ci sarebbe stata la necessità di nessun tipo di disdetta formale dal vecchio operatore. Tuttavia, il vecchio operatore ha continuato a fatturare anche dopo l’attivazione dei servizi Telecom, addebitando ancora costi per un importo totale di € 2947,00;

  2. la XXX ha sollecitato più volte Telecom affinché fornisse evidenza della domanda di trasferimento delle utenze da Fastweb a Telecom, con richiesta inviata con e-mail, fax e raccomandata A/R del 2 agosto 2012, e successivamente con fax del 19 settembre 2012. Tali richieste sono rimaste prive di riscontro;

  3. l’attivazione del RID per il pagamento delle fatture Telecom, richiesta sin dal primo contratto siglato in data 6 ottobre 2012 (e successivamente sollecitata in data 30 marzo 2012 e 6 agosto 2012) è avvenuta unicamente nel 2013 con la fattura del 2° bimestre del 2013. Il ritardo nell’attivazione del RID ha generato problemi alla contabilità;

  4. l’intestazione delle linee telefoniche n.XXX e XXX, originariamente errata, è stata corretta solo nella fattura del 6° bimestre 2012 (con l’applicazione dei costi di subentro);

  5. Telecom ha richiesto il pagamento dell’indennità per i ritardi nel saldo delle fatture, ritardi che tuttavia sono da imputarsi agli errori di intestazione e al ritardo nell’attivazione del RID. Pertanto tale indennità non si ritengono dovute.

L’utente ha richiesto che sia fornita evidenza della richiesta di trasferimento delle utenze da Fastweb a Telecom.

  1. La posizione dell’operatore

Con memoria del 20 giugno 2013, Telecom Italia ha esposto quanto segue:

L’unica domanda presentata dalla XXX. concerne l’evidenza delle richieste trasmesse a Fastweb in occasione del rientro delle linee in Telecom Italia.

In virtù di tale richiesta Telecom evidenzia che :

Tutto ciò è confermato dalle schermate Pitagora, allegate alla memoria, ove sono riportati i dati riferiti alla migrazione delle linee telefoniche.

In virtù della normativa vigente Fastweb avrebbe dovuto cessare tutti i servizi riferiti alla somministrazione telefonica ed internet connessi alle numerazioni telefoniche in data 23 marzo 2012. Telecom non può avere alcuna evidenza circa la condotta tenuta da Fastweb successivamente al trasferimento (rientro) delle utenze in Telecom e di tale circostanza l’utente è stato sempre informato (come ad esempio nel corso dell’udienza di conciliazione).

Atteso che l’operatore ha fornito la documentazione richiesta dalla parte istante (ossia le schermate Pitagora da cui si evince l’iter dell’intera procedura di trasferimento delle utenze e, in particolare, si dà evidenza del fatto che la domanda di rientro delle utenze in Telecom è stata correttamente inoltrata da tale operatore a Fastweb), Telecom chiede che venga dichiarata la cessazione della materia del contendere.

    1. Motivazione della decisione

Alla luce di quanto emerso nel corso dell’istruttoria, e, in particolare, alla luce della memoria dell’operatore e dei documenti dallo stesso prodotti, si ritiene che la richiesta formulata dall’istante in merito alla prova dell’inoltro, da parte di Telecom, della domanda di rientro delle utenze intestate alla XXX, sia stata soddisfatta, potendosi pertanto dichiarare, sul punto, la cessata materia del contendere.

Va tuttavia sottolineato che la società XXX, sia nell’istanza introduttiva della procedura conciliativa, sia nell’istanza di definizione, ha lamentato anche gli errori di intestazione nelle fatture, oltre che il ritardo nell’attivazione del pagamento tramite RID: disguidi che, secondo la ricostruzione dell’utente, avrebbero causato sia problemi nella contabilizzazione delle fatture, sia ritardi nei pagamenti delle medesime. Per questo motivo la XXX ha richiesto il rimborso degli importi esposti nel conto 6/2012 a titolo di “Indennità ritardato pagamento” (e ammontanti a complessivi € 53,88) in quanto ritenuti non dovuti.

In merito a tale aspetto della controversia, l’operatore non ha contestato i fatti come riportati nell’istanza introduttiva del procedimento, né ha fornito, benché onerato, alcun elemento dal quale potere desumere che le problematiche lamentate dall’utente in merito alla fatturazione, come sopra specificate, non siano da imputare alla condotta di Telecom e che, pertanto, i ritardi nei pagamenti siano unicamente attribuibili alla società XXX. Inoltre, a fronte della contestazione della parte istante, Telecom non ha fornito alcuna prova in merito alla sussistenza di tutti i presupposti previsti dall’art. 18, commi 1 e 2 delle Condizioni generali di abbonamento (Articolo 18 - Indennità di ritardato pagamento: 1. In caso di ritardato pagamento degli importi addebitati in fattura alla scadenza ivi indicata, il Cliente deve versare a Telecom Italia un'indennità di ritardato pagamento a titolo di penale pari: al 2% dell'importo indicato in fattura e rimasto insoluto se il pagamento sarà effettuato dal 1° al 15° giorno solare successivo alla data di scadenza, oppure; al 4% dell'importo indicato in fattura e rimasto insoluto se il pagamento sarà effettuato dal 16° al 30° giorno solare successivo alla data di scadenza, oppure; al 6% dell'importo indicato in fattura e rimasto insoluto se il pagamento sarà effettuato dopo il 30° giorno solare dalla data di scadenza; l'applicazione della predetta indennità del 6% sarà effettuata sino alla risoluzione contrattuale. 2. L'indennità di ritardato pagamento di cui al comma precedente non trova applicazione qualora il Cliente abbia pagato le precedenti sei fatture entro le rispettive date di scadenza e paghi la successiva fattura entro il 30° giorno solare successivo alla data di scadenza. Se il ritardo si protrae oltre il 30° giorno, l'indennità per ritardato pagamento sarà pari al 6% dell'importo indicato in fattura rimasto insoluto”) per l’applicazione delle indennità da ritardato pagamento.

In mancanza di tali riscontri, si ritiene che la società XXX abbia diritto al rimborso dei seguenti importi esposti nella fattura n. 4220312X00001445 del 5 ottobre 2012 (6° bim. 2012): € 12,56 (indennità ritardato pagamento 2% conto 4/12); € 0,02 (indennità ritardato pagamento 4% conto 3/12); € 21,26 (indennità ritardato pagamento 4% conto 4/12); € 19,23 (indennità ritardato pagamento 6% conto 3/12); € 0,43 (interessi legali e moratori conto 3/12); € 0,35 (interessi legali e moratori conto 4/12); € 0,03 (interessi legali e moratori conto 4/12), per un totale di € 53,88.

Infine, per quanto concerne le spese di procedura, alla luce del comportamento tenuto dalle parti nel corso dell’intera procedura di risoluzione delle controversie (e, in particolare, alla luce del fatto che l’operatore ha fornito la documentazione richiesta dall’utente - sin dal 2012 - solo successivamente all’avvio del procedimento di definizione) appare equo liquidare in favore della parte istante, ai sensi dell’articolo 19, comma 6, del Regolamento adottato con Delibera n. 173/07/CONS, del 19 aprile 2007, l’importo di euro 100,00 (cento/00).

Alla luce di quanto esposto;

D E T E R M I N A

a definizione della controversia in esame che la società Telecom Italia S.p.a. corrisponda in favore della XXX:

Milano, 27 febbraio 2015

Il dirigente

Dott. Massimiliano Della Torre



E’ fatta salva la possibilità per l’utente di richiedere in sede giurisdizionale il risarcimento dell’eventuale ulteriore danno subìto, come previsto dall’art. 11, comma 4 della delibera 179/03/CSP.

Ai sensi dell’art. 19, comma 3, della Del. A.G.Com. 173/07/CONS il provvedimento di definizione della controversia costituisce un ordine dell’Autorità a norma dell’articolo 98, comma 11, D. Lgs. 1 agosto 2003, n. 259.

La presente deliberazione è comunicata alle parti e pubblicata sul sito internet istituzionale del Co.Re.Com. Lombardia, assolvendo in tal modo ad ogni obbligo di pubblicazione, ai sensi dell’art. 32, comma 1, della legge 18 giugno 2009, n. 69, Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia di processo civile.

Le parti sono tenute a comunicare a questa Autorità l’avvenuto adempimento alla presente deliberazione entro il termine di sessanta (60) giorni dalla comunicazione della medesima.

Ai sensi dell’articolo 135, comma 1, lett. b), del Codice del processo amministrativo, approvato con d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104, il presente provvedimento può essere impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, in sede di giurisdizione esclusiva.

Ai sensi degli articoli 29, 41 e 119 del medesimo d.lgs. 104/2010, il termine per ricorrere avverso il presente provvedimento è di sessanta (60) giorni dalla comunicazione dello stesso.


Il dirigente

Dott. Massimiliano Della Torre