Co.Re.Com.

comitato regionale

per le comunicazioni

della Lombardia

 

 

 

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                                                                                              ATTI  1.21.1. – 2015/6818/GU14

 

IL COMITATO REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI

 

Deliberazione n.        22                               del       12 marzo 2018

 

 

Sono presenti i componenti del Comitato:

ZANELLA                Federica          Presidente (assente – sospesa)

BOSCAGLI              Giulio              Vice Presidente

SAVOINI                  Gianluca         Vice Presidente

BORELLA                Diego             

ROLANDO               Stefano           (assente giustificato)

 

Oggetto: Definizione della controversia XXX/H3G S.p.a. (ora Wind Tre S.p.a)

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La  struttura proponente:

 

Il Dirigente Ufficio per il Co.Re.Com.

 

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IL COMITATO REGIONALE PER LE COMUNICAZIONI

VISTA la L. 31 luglio 1997, n. 249, Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo, in particolare l’art. 1, comma 6, lettera a), n. 14;

VISTA la L. 14 novembre 1995, n. 481, Norme per la concorrenza e la regolazione dei servizi di pubblica utilità. Istituzione delle Autorità di regolazione dei servizi di pubblica utilità;

VISTO il D. Lgs. 1 agosto 2003, n. 259, Codice delle comunicazioni elettroniche, e in particolare l’art. 84;

VISTA la l.r. 28 ottobre 2003, n. 20, Istituzione del Comitato regionale per le comunicazioni, in particolare l’art. 10;

VISTA la propria Del. 28 ottobre 2004, n. 5 Approvazione del regolamento interno del Comitato regionale per le Comunicazioni della Lombardia;

VISTA la propria Del. 7 novembre 2013, n. 63, Regolamento interno del Co.Re.Com.;

RICHIAMATO l’Accordo quadro tra l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, la Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome, sottoscritto in data 21 novembre 2017;

VISTO il testo della Convenzione per l’esercizio delle funzioni delegate tra l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni e il Co.Re.Com. Lombardia, sottoscritta in data 29 dicembre 2017;

VISTA la Del. A.G.Com. 179/03/CSP, Direttiva generale in materia di qualità e carte dei servizi di telecomunicazioni;

VISTA la Del. A.G.Com. 19 aprile 2007 n. 173/07/CONS, Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti (di seguito “Regolamento”) come modificata, da ultimo, dalla Del. A.G.Com. 597/11/CONS;

VISTA l’istanza presentata in data 19/11/2015 con cui il sig. XXX ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. Lombardia per la definizione della controversia in essere con l’operatore H3G S.p.a., ora Wind Tre s.p.a., ai sensi degli artt. 14 e ss. del Regolamento;

VISTI gli atti del procedimento e la documentazione acquisita nel corso dell’istruttoria;

VISTA la proposta di decisione del dirigente dell’Ufficio ai sensi dell’art. 19 del Regolamento;

CONSIDERATO quanto segue:

Oggetto della controversia e risultanze istruttorie

Con l’istanza presentata in data 19 novembre 2015 ai sensi degli art. 14 e ss. Del. A.G.Com. 173/07/Cons, Regolamento sulle procedure di risoluzione delle controversie tra operatori di comunicazioni elettroniche ed utenti, il sig. XXX ha chiesto l’intervento del Co.Re.Com. al fine di dirimere la controversia con H3G S.p.a., ora Wind Tre s.p.a. (e d’ora in avanti H3G) avente ad oggetto contestazioni relative a servizi di rete mobile.

 

La posizione dell’istante

Il sig. XXX, titolare dell’utenza n. XXX nell’istanza di definizione ha rappresentato quanto segue:

Sulla base di tali premesse il sig. XXX chiede:

  1. il rimborso di € 4,10 oltre a interessi legali dalla data del pagamento fino alla effettiva restituzione;
  2. il riconoscimento dell’indennizzo per la mancata risposta al reclamo, oltre interessi legali dalla data di presentazione dell’istanza di risoluzione della controversia;
  3. il riconoscimento di € 600,00 a titolo di rimborso delle spese di procedura;
  4. ogni ulteriore indennizzo che codesta Autorità intenderà riconoscere al ricorrente.

 

Nella replica alle difese dell’operatore, il sig. XXX:

 

La posizione dell’operatore

Nella memoria ritualmente depositata l’operatore ha rappresentato quanto segue:

Alla luce delle esposte considerazioni, ritenendo di aver già soddisfatto le richieste avversarie, H3G S.p.A., previo accoglimento delle eccezioni in rito e nel merito sopra svolte, chiede il rigetto di tutte le domande ex adverso formulate.

 

Motivazione della decisione

In via preliminare, si osserva che l’istanza soddisfa i requisiti di ammissibilità e procedibilità previsti dall’art. 14 Regolamento.

Sempre preliminarmente si ritiene che l’eccezione di irricevibilità e inutilizzabilità della memoria di H3G perché priva di sottoscrizione (sostiene l’utente: “La memoria difensiva, che consta di un file PDF allegato alla P.E.C., reca la sottoscrizione (non in originale) dell’Avv. XXX. Atteso che il file PDF non è firmato digitalmente e che vi è un ragionevole dubbio in merito a chi si debba attribuire la memoria difensiva, si ritiene che la stessa debba considerarsi come non firmata – in quanto mancante di uno degli elementi essenziali dell’atto ossia la firma digitale o la firma autografa (in originale) – e per questo non possa essere presa in considerazione da parte di questa Autorità”) vada rigettata per i motivi che seguono.

Innanzitutto va sottolineato che la memoria non è priva di sottoscrizione ma è sottoscritta con firma prestampata e che l’art. 16 del Regolamento di cui alla deliberazione 173/07/CONS non richiede espressamente la firma autografa quale requisito di ricevibilità/utilizzabilità delle memorie difensive.

Va rilevato, inoltre, che la documentazione depositata dall’operatore presso questo Corecom (procure dell’avv. XXX e dagli avv.ti XXX) nonché l’attività di difesa dell’operatore H3G regolarmente svolta dall’avv. XXX e dagli avv.ti XXX e XXX presso questo Corecom consentono di superare i dubbi di riferibilità della memoria a soggetti legittimati alla redazione e deposito di memorie/scritti difensivi.

Ad abundantiam, in merito al difetto o alla irregolarità della firma, giova richiamare una recente pronuncia del Tar Campania che, con la Sentenza n. 1031 del 6 giugno 2017, nel decidere una controversia relativa a una domanda di partecipazione a una gara d’appalto del tutto priva della sottoscrizione, ha chiarito che la mancanza della firma autografa non rientra nel novero delle irregolarità insanabili laddove sussistono elementi coincidenti attestanti la paternità della dichiarazione. Da tale decisione, che attiene a una fattispecie in cui la sottoscrizione deve consentire la rigorosa riferibilità dell’offerta al dichiarante, può a maggior ragione applicarsi al caso in esame, avente a oggetto semplicemente lo scritto difensivo di una delle parti.

Sempre preliminarmente, si ritiene di respingere l’eccezione di inammissibilità sollevata da H3G in relazione alle richieste di indennizzo per l’attivazione di servizi non richiesti e per la mancata risposta a reclamo in quanto formulate solo nell’istanza di definizione della controversia. Come correttamente rilevato da parte istante, le Linee Guida di cui alla Del. Agcom 276/13/CONS, in presenza di una (necessaria e indispensabile) omogeneità delle contestazioni esposte nell’istanza di conciliazione e in quella di definizione, consentono una valutazione delle richieste di indennizzo “più sfumata”, purché coerente e pertinente con le questioni oggetto della controversia e in linea con il contenuto vincolato della pronuncia dei Corecom, precisando a titolo esemplificativo, che “se un utente agisce per la sola riattivazione di un servizio, senza chiedere il relativo indennizzo, nulla osta a disporne comunque la sua liquidazione, soprattutto in considerazione del fatto che alcuni indennizzi – secondo la normativa di settore – dovrebbero essere liquidati automaticamente”.

Entrando ora nel merito della controversia, alla luce di quanto emerso nel corso dell’istruttoria, le richieste di rimborso della somma addebitata per servizi non richiesti e di indennizzo per mancata risposta ai reclami devono essere respinte come di seguito precisato.

Invero, in occasione del tentativo di conciliazione innanzi a questo Corecom, esperito in data 16.11.2015, l’operatore H3G si è impegnato, ex art. 2 del c.d. Regolamento indennizzi (di cui all’allegato A alla Delibera 73/11/CONS) “a erogare la somma di euro 60,00 a titolo di indennizzo per mancato riscontro al reclamo, nonché l’ulteriore somma pari ad euro 5,00= a titolo di restituzione degli addebiti oggetto di contestazione”, nonché a “rimborsare l’ulteriore somma pari ad euro 22,78= portata dalla nota di credito n. XXX”, precisando che “La complessiva somma pari ad euro 87,78 verrà erogata entro 60 gg. dalla data odierna mediante assegno circolare intestato al sig. XXX da recapitarsi presso il medesimo (XXX), XXX XXX”.

Dalla documentazione acquisita agli atti risulta che tale somma è stata corrisposta all’utente, circostanza peraltro dallo stesso non contestata né smentita.

Sul punto appare d’obbligo precisare che, ai sensi dell’articolo 2, comma 1, dell’allegato A alla delibera n. 73/11/CONS, “le disposizioni del presente regolamento non si applicano nei casi in cui l’operatore abbia già corrisposto gli indennizzi ai sensi delle norme contrattuali prima dell’instaurazione della controversia, o quando, all’esito della fase conciliativa, dal relativo verbale risultino l’impegno dell’operatore al riconoscimento degli indennizzi e le concrete modalità di corresponsione degli stessi”. Pertanto, la richiesta di indennizzo non può trovare accoglimento in questa sede in quanto già soddisfatta secondo il regolamento contrattuale e, in particolare, secondo quanto previsto dalla Carta dei servizi H3G, che all’art. 24 indica quale indennizzo per la mancata risposta ai reclami il parametro di 1,00 € per ogni giorno di ritardo fino ad un massimo di 60,00 € per anno: massimale che corrisponde a quanto contrattualmente dovuto al sig. XXX per i 115 giorni di ritardo nel reclamo del 9 giugno 2015 (considerando come dies ad quem la data dell’udienza di conciliazione svoltasi il 16 novembre 2015 e decurtando dal ritardo i 45 giorni previsti per i riscontri ai reclami dalla citata Carta dei Servizi). Nessun ulteriore indennizzo risulta dovuto all’utente per l’asserita mancata risposta al reclamo.

Del pari soddisfatta, come sopra acclarato, risulta la richiesta di rimborso di quanto addebitato per il servizio non voluto.

Quanto alla richiesta di indennizzo per l’attivazione di servizi non richiesti la stessa va rigettata. Nonostante la descrizione dettagliata della procedura di attivazione dei servizi offerti da external provider fornita dall’operatore nel proprio scritto difensivo, non può non rilevarsi che non risulta documentalmente provata la consapevole attivazione del servizio Hot Times da parte del sig. XXX, il quale dunque ha diritto ad ottenere - e ha, come visto, in effetti ottenuto - il rimborso di quanto addebitatogli dall’operatore. Tuttavia, secondo l’orientamento ormai consolidato dell’Agcom e dei Corecom delegati, (per tutte, Agcom n. 49/15/DIT, n. 75/15/DIT, n. 100/15/DIT e n. 110/15/DIT) la fattispecie in esame – di addebiti per servizi forniti da c.d. external provider - esula dall'ambito oggettivo dell’art. 8 del c.d. Regolamento indennizzi (di cui alla Delibera 73/11/CONS), “non trattandosi di attivazione di servizi non richiesti, bensì di fatturazione indebita che trova il suo soddisfacimento attraverso la restituzione degli importi addebitati in fattura o mediante lo storno degli stessi nel caso in cui non siano stati corrisposti dall'utente reclamante”.

 

Spese di procedura

Considerato il rigetto delle domande dell’istante, si dispone la compensazione tra le parti delle spese relative alla presente procedura.

 

VISTO il parere del Servizio Studi e documentazione legislativi e Assistenza legale in data 31 luglio 2009 in ordine alla necessaria continuità delle funzioni esercitate dal Co.Re.Com per delega dell’A.G.Com;

All’unanimità dei voti espressi nelle forme di legge;

 

 

D E L I B E R A

 

  1. Il rigetto dell’istanza presentata dal sig. XXX;

     

  2. la compensazione tra le parti della spese di procedura.

 

 

Il Dirigente Ufficio per il Co.Re.Com.                                 Il Vice Presidente Co.Re.Com  

     Dott. Massimiliano Della Torre                                              Dott. Giulio Boscagli

 

 

La presente deliberazione è comunicata alle parti e pubblicata sul sito internet istituzionale del Co.Re.Com. Lombardia, assolvendo in tal modo ad ogni obbligo di pubblicazione, ai sensi dell’art. 32, comma 1, della legge 18 giugno 2009, n. 69, Disposizioni per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività nonché in materia  di processo civile.

Ai sensi dell’articolo 135, comma 1, lett. b), del Codice del processo amministrativo, approvato con d.lgs. 2 luglio 2010, n. 104, il presente provvedimento può essere impugnato davanti al Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio, in sede di giurisdizione esclusiva.

Ai sensi degli articoli 29, 41 e 119 del medesimo d.lgs. 104/2010, il termine per ricorrere avverso il presente provvedimento è di sessanta (60) giorni dalla comunicazione dello stesso.

 

                                                                         Il Dirigente Ufficio per il Co.Re.Com.

                                                                              dott. Massimiliano Della Torre